lunedì 15 maggio 2017

ABUSO DELLA CREDULITÀ POPOLARE


Tratto dal romanzo storico
IL GIORNO DELLA VERITÀ
pubblicato su YOUCANPRINT 

Digitò ancora alcuni tasti sul suo portatile finché apparvero altre immagini registrate. Si vedeva Neil Armstrong camminare sul suolo lunare e raccogliere un po’ goffamente dei reperti di piccole rocce lunari con una specie di racchetta metallica. Da Houston partivano continuamente le indicazioni su cosa raccogliere e la voce in diretta si era sentita distintamente: “Prendi anche quella alla tua sinistra…”. Armstrong l’aveva raccolta immediatamente e senza esitazioni.
«È stato in quel preciso istante che ho avuto la conferma dei miei sospetti.»
Sara lo guardava pendendo dalle sue labbra in attesa che continuasse. Non aveva le sue conoscenze tecniche ma non aveva alcun dubbio che Harrison sapesse il fatto suo.
«Hanno messo in scena un inganno gigantesco ma inevitabilmente hanno anche commesso una serie di errori grossolani. In base ai calcoli eseguiti la voce che partiva da Houston arrivava sulla Luna con circa 2,6 secondi di ritardo. Loro lo sapevano ed infatti in tutte le altre sequenze hanno rispettato rigorosamente questi tempi. In quel caso però Neil Armstrong evidentemente si è distratto ed eseguendo gli ordini istintivamente si è tradito...»
«Però sembra che nessuno lo abbia notato, a parte te naturalmente…»
«Hai ragione, però se ci pensi bene è del tutto comprensibile. Nel 1969 la televisione era entrata solo da pochi anni nelle case della gente. C’erano ben pochi canali che trasmettevano le notizie ed erano tutti controllati dagli apparati governativi. In quel clima di straordinario orgoglio nazionale tutti erano entusiasti e felici di poter festeggiare la riuscita della più grande missione spaziale di tutti i tempi. Tutto il mondo allora ci ammirava ed è facile immaginare che in quel contesto nessuno avrebbe mai osato mettere in dubbio la veridicità di quella missione e comunque se qualcuno l’avesse fatto sarebbe rimasto inascoltato. In realtà la televisione di allora è stata un formidabile strumento di manipolazione dell’informazione perché la gente si fidava ciecamente di tutto ciò che veniva mostrato sullo schermo. Per confermare una qualsiasi notizia allora si diceva: “Non mi credi? Guarda che l’ha detto anche la TV!”. Figurati se qualcuno poteva insinuare il dubbio che quelle immagini provenienti dallo spazio erano un imbroglio!»
«Eppure ufficialmente nella prima misione Apollo 11 sono state girate quasi cinque ore di trasmissione televisiva e circa ottantasette minuti di riprese cinematografiche a colori della superficie lunare. Per non parlare delle trecentotrentanove fotografie… come possono essere riusciti a fare un imbroglio di queste proporzioni?»
«In genere più la bugia è grande e più la gente tende a crederci. Anche per me all’inizio è stata una cosa difficile da accettare perché era un’ipotesi che inconsciamente rifiutavo di prendere in considerazione. Poi però ho iniziato a ricostruire il puzzle basandomi solo su dati certi, cioè sui dati verificabili in laboratorio. Ed è stato allora che ho aperto gli occhi...»
«Perché, che cos’hai scoperto?»
«Ho scoperto che la verità ufficiale era basata sul nulla. Nessuna certezza, nessuna prova, niente di niente. Avrei dovuto credere solo alle immagini che la NASA aveva trasmesso per la televisione e anche lì ci sarebbe parecchio da obiettare.»
«Spiegati meglio...»
«Secondo la NASA le prime immagini televisive dell’uomo sulla Luna vennero trasmesse a Terra da un “sistema televisivo non convenzionale”, cioè un sistema non compatibile con il normale sistema NTSC che viene tutt’ora usato in America. Fu quindi necessario, sempre secondo loro, riprendere con una seconda telecamera lo schermo televisivo sul quale apparivano le immagini nitidissime provenienti dalla Luna. Così facendo le immagini risultavano un po’ offuscate ma per contro quell’aspetto spettrale risultava anche molto affascinante. Con la tecnica della doppia ripresa di immagini pre-registrate la NASA sapeva che ne raddoppiava la durata e, cosa molto più importante, poteva ottenere quell’effetto al “rallentatore” che caratterizza tutti i filmati lunari e che noi siamo portati ad attribuire alla minor gravità presente sulla superficie lunare. Adesso però ti voglio far vedere una cosa piuttosto interessante.»
Digitò rapidamente sulla tastiera del computer e sullo schermo cominciò a scorrere un filmato in cui si vedeva Neil Armstrong che saltellava sulla Luna. Il filmato durava solo venti secondi ma subito dopo le stesse immagini cominciarono a scorrere ad una velocità maggiorata del 33% ed improvvisamente il “magico” effetto della leggerezza lunare di cui sembrava godere Armstrong era svanito. Harrison si accese una sigaretta e poi riprese il suo ragionamento dal punto in cui l’aveva interrotto.
«Sempre secondo la NASA quelle preziose immagini in arrivo dalla Luna vennero catturate su nastri magnetici e messe da parte a futura memoria. In quel periodo furono utilizzati i primi nastri magnetici da due pollici, in gergo chiamati “ampex”. Questi servivano per poter registrare le trasmissioni televisive che fino ad allora potevano essere mandate solo in diretta ma è proprio qui che la storia comincia a fare acqua da tutte le parti. Prima di tutto non si capisce bene perché la NASA abbia sentito la necessità di sviluppare un sistema televisivo apposito e stranamente “non compatibile” con le TV di tutto il mondo. Allora infatti c’erano già le riprese a 16 mm che potevano garantire delle immagini di buona qualità mentre per la diretta TV potevano essere facilmente distribuite le immagini a 525 linee che avrebbero comunque soddisfatto la platea mondiale risultando di qualità molto superiore rispetto a ciò che invece è stato mostrato in quella notte.»
«E allora come mai avrebbero fatto questa scelta?»
«La risposta a mio avviso è molto semplice. Con questo escamotage nessun altro osservatorio al mondo è stato in grado di ricevere un solo fotogramma di quelli provenienti dalla Luna e così facendo il gioco di prestigio è perfettamente riuscito perché tutto è nella mente di chi guarda. Interessante vero?»


                                            Il romanzo è disponibile in formato digitale su:

Il romanzo è disponibile in formato cartaceo su



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