martedì 7 marzo 2017

NESSUN UOMO E' MAI SCESO SULLA LUNA


Da sempre noi siamo abituati erroneamente a considerare lo spazio cosmico come un “vuoto” assoluto sebbene nella realtà questo spazio sia attraversato costantemente da poderose radiazioni solari che risultano milioni di volte più violente di quelle che noi riceviamo sulla Terra. Invece sulla Luna, non essendoci l’atmosfera che trattiene il calore, gli oggetti si scaldano solo per irradiazione o per riflessione ma comunque mai per diffusione. Questo fatto determina che sulla Luna lo scarto di temperatura fra le zone illuminate e quelle in ombra sia molto più forte che non sulla Terra. Le temperature sulla Luna possono così raggiungere i 100° al sole mentre nelle zone all’ombra  si raggiungono facilmente i 130° sotto zero. Se pensiamo a cosa si prova d’estate, uscendo dall'acqua bagnati, nel passare dal sole all’ombra (dove lo scarto sarà al massimo di 10-15° centigradi), diventa difficile immaginare come abbiano fatto gli astronauti sulla Luna a transitare continuamente dal sole all’ombra senza accusare nessun problema nonostante uno scarto di irradiazione termica di oltre 200 gradi.  La NASA ci racconta che all’interno le tute sarebbero state appositamente refrigerate, ma se le tute fossero state davvero refrigerate, non appena gli astronauti passavano all’ombra sarebbero dovuti rimanere immediatamente congelati perché ancora oggi non si conosce nessuna tecnologia in grado di raffreddare l'interno di una tuta, chiusa ermeticamente, senza un qualunque compressore e decompressore che possa trasformare e dissipare il calore nel vuoto atmosferico. Contrariamente a ciò che la gente comune può pensare, gli oggetti che sono riscaldati non si possono raffreddare nello spazio. Infatti caldo e freddo non esistono nel vuoto dello spazio e quindi sulla Luna tutti gli oggetti che sono all’ombra non si raffreddano perché lo spazio è freddo ma solo perché le molecole dell’oggetto rallentano a causa della resistenza che deriva dalla collisione con altre molecole e questo succede continuamente finché  viene trovato un punto di equilibrio che si raggiunge solo a condizione che l’oggetto sia al riparo della radiazione diretta o indiretta del sole. Il vuoto dello spazio costituisce quindi per tutti gli oggetti un isolante perfetto ma essi impiegano comunque molto tempo per potersi raffreddare dopo che sono stati tolti dall’esposizione alla luce irradiata dal sole. La luce proveniente dalla superficie della Luna è in buona parte costituita dalla luce solare riflessa che ha la stessa composizione della luce solare ma con un’intensità leggermente accentuata determinata dalle lunghezze d’onda più lunghe. La Luna assorbe la maggior parte della luce solare incidente poiché ne viene riflesso solo il 7% (l’albedo visuale 0,07). La temperatura della superficie lunare, causa l’assenza di atmosfera e la bassissima conduttività termica del suolo lunare, ha oscillazioni di circa 270ºC nell’arco di un giorno lunare e raggiunge i 130 ºC, quando è esposta al Sole mentre precipita fino -140 ºC all’ombra. Per la Luna compiere una rotazione intorno al proprio asse e una rivoluzione intorno alla Terra, richiede lo stesso intervallo di tempo (ovvero un mese). Ogni punto della sua superficie, quindi, resta illuminato per 14,5 giorni, raggiungendo in media una temperatura superficiale di 100 gradi, mentre nella lunga notte Lunare essa scende, sempre in media, fino a -130 gradi. L'atmosfera, sulla Luna, è praticamente assente e non può quindi uniformare la temperatura come accade sulla Terra. La temperatura di un corpo non è costante e quindi anche per la Luna non è possibile stabilire un unico valore come misura della temperatura. Questo avviene innanzitutto perché la temperatura varia da zona a zona poiché la superficie della Luna non è liscia ne uniforme ed è quindi  esposta in modo diverso alla luce solare. In secondo luogo perché la temperatura anche nello stesso punto oscilla nel tempo. E’ per questo che, in genere, si riportano erroneamente i valori della temperatura ottenuti facendo la media aritmetica di temperature ottenute in momenti e in zone diverse. Invece bisognerebbe sempre considerare che, al contrario di ciò che avviene sul nostro pianeta, la temperatura lunare al livello della superficie subisce grandi variazioni tra le zone illuminate dal Sole e le zone in ombra e questi notevoli sbalzi termici sono in gran parte dovuti alla totale assenza di un’atmosfera che impedisce l’irradiazione del calore in prossimità della superficie e impedisce quindi la mitigazione dei raggi solari. Per questi motivi la temperatura sulla Luna subisce drastici cali nel passaggio dalle zone che ricevono la luce del Sole alle zone buie, e viceversa. Riguardo al presunto sbarco lunare dell’Apollo 11 nessuno ha mai saputo spiegare perché durante il viaggio di andata e ritorno era stato studiato un sistema che consentisse alla navicella di ruotare su se stessa impedendo così il surriscaldamento dovuto ai raggi solari mentre una volta sceso sulla superficie lunare il LEM era rimasto saldamente ancorato al suolo senza possibilità di sfuggire ai raggi solari per tutta la durata dello sbarco e cioè per ben 21 ore e 37 minuti. Se osserviamo le immagini di allora si può notare come il LEM fosse rivestito con una specie di carta stagnola simile alla carta da forno domopack ed era fissato con nastro adesivo. Sembra incredibile poter credere ad una simile eventualità eppure nell’immaginario collettivo la televisione di allora era riuscita nell’impresa di far sembrare vera la più inverosimile delle bugie e questa convinzione è talmente radicata nella memoria storica che resiste e sfugge ad ogni dimostrazione logica.





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