mercoledì 13 luglio 2016

TRAIETTORIE E INCONGRUENZE MAI RISOLTE

La posizione della Terra e della Luna vista dallo spazio, non appare congruente con i dati forniti dalla NASA per le missioni Apollo poiché l’iperbole di quelle missioni dipendeva dal tipo di spinta sprigionata dai motori per uscire fuori dall’orbita terrestre ed entrare in quella lunare. Se la spinta era unica, allora l’iperbole, secondo Keplero, doveva essere molto ampia, più o meno circa cinque volte la distanza Terra-Luna (vedi grafico n.1). Se invece la spinta fosse stata data in due o più fasi, allora la distanza percorsa sarebbe diminuita (vedi graficon.2), e quindi necessariamente anche il tempo occorrente non avrebbe dovuto essere quello dichiarato ma di sole 30 ore. Sebbene la spinta del terzo stadio potesse essere utilizzata per più accensioni, dopo la piccola spinta per realizzare il completo assetto nell’orbita terrestre a 28.000 km/h, per uscire da questa ed entrare nell'orbita lunare fu utilizzata per imprimere un'unica spinta e portare il complesso alla velocità di 39.000 km/h. Dopo, la manovra di aggancio della navetta per agganciare il LEM. È evidente che la soluzione utilizzata (cioè seguendo il diagramma della grande ellisse) comportava un allungamento dell’orbita tale da allungare la distanza per la traiettoria di andata e questo  avrebbe comportato un tempo tra la partenza dalla Terra e l’allunaggio (indicato in tabella di circa 70÷100 ore). Tale tempo, quindi, era circa lo stesso comunicato ufficialmente dalla Nasa per l’invio di una navicella verso la Luna con un vettore che utilizzava un'unica spinta. Ma con degli uomini a bordo, la necessità di perdere tempo sarebbe stata proprio l’ultima cosa da fare e quindi non si comprende perché mai non adottarono più spinte con il terzo stadio al fine di diminuire il tempo del viaggio? La cosa inspiegabile è che nelle rarissime immagini della Terra mentre si allontana o della Luna che si avvicina, non c’è alcuna variazione della vista dei due astri nonostante gli astri dovessero apparire molto diversi a seconda della posizione della navicella durante tale viaggio in un vero percorso ellittico. Invece in tali immagini sia la Terra che la Luna appaiono come se la navicella seguisse una traiettoria retta anziché quella ellittica prevista dalla Nasa. Se utilizziamo il percorso dichiarato dalla Nasa e rappresentato nelle traiettorie della missione, a forma di esse schiacciata, si può riprodurre con esattezza anche il calcolo del tempo del viaggio. Quindi, se in base al tragitto dichiarato dalla Nasa la distanza totale doveva risultare di 600.000 km e se questa distanza doveva essere percorsa ad una velocità media di 16.500 Km/h (cioè 39.000-6.000 = 33.000:2) risulta che per completare il viaggio secondo lo schema fornito dalla Nasa, sarebbero bastate solo 36 ore e 30 minuti (cioè 600.000:16.500). Questo tempo è circa la metà di quello dichiarato (70 ore)! La Nasa non spiegò mai perché avesse scelto di utilizzare una traiettoria che comportasse un viaggio di oltre un giorno più lungo per il ritorno ma il motivo appare semplice: avrebbero dovuto far vedere altre immagini sia della Terra in allontanamento curvo che della Luna in avvicinamento curvo, ma non le avevano.




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